Rapsodia d’amore: intervista a Corinna Grandi & Sergio Sgrilli

rapsodia

Debutta al Teatro Martinitt l’esilarante pièce teatrale Rapsodia d’amore ideata, interpretata e diretta da Corinna Grandi e Sergio Sgrilli dall’8 all’11 gennaio 2026. Uno spettacolo, brillante e originale, che mescola comicità, musica e poesia in un gioco di specchi tra la vita privata e quella scenica. Rapsodia d’amore esplora il tema dell’amore: quello condiviso in coppia e quello nutrito per il palco.

Per saperne di più ho contattato Corinna & Sergio ai quali ho chiesto: quando e perché nasce lo spettacolo Rapsodia d’amore?

Corinna

Io e Sergio siamo stati invitati a una serata Comedy in uno dei locali più belli di Milano. La direttrice artistica ci lasciava uno spazio per fare promozione e non solo…

Noi abbiamo accettato con molto piacere e ci siamo detti:

“Mezz’ora la faccio io, mezz’ora la fai tu, e la serata è fatta!”

Ma non facciamo in tempo a uscire dal locale che pensiamo:

“Che occasione sprecata fare solo repertorio! Inventiamoci dei raccordi tra i vari pezzi”

e poi:

“Ma perché non metti le tue canzoni?”

e ancora:

“… ma se scrivo un pezzo nuovo?”

E da lì… ci siamo, giusto un attimo, fatti prendere la mano. Da una serata qualsiasi ci siamo messi a lavorare a questo “gioiellino”, per ben due anni.

Ed eccoci qui!

Sergio

Quando ci ricordiamo che, io e Corinna, siamo due professionisti, che la nostra passione è anche un lavoro, che da tanto impegno e gioco e tempo ed energie investite su questa cosa… doveva avere uno scopo, un finale anche professionale!

Trovare la quadratura del cerchio è stato difficile tanto quanto decidere quale fosse il titolo. Titolo a cui abbiamo aggiunto un sottotitolo:

‘varietà per due attori, una chitarra e un basilico’

Titolo e sottotitolo che, comunque, non ci soddisfano fino in fondo… come del resto l’attuale versione dello spettacolo… come a ribadire, se ce ne fosse il bisogno: più cuore che mente, più pancia che cervello.

A proposito del titolo… mia curiosità, cosa rappresenta la parola Rapsodia?

Sergio

Né più né meno di quel che significa!

Volendosi fidare di Wikipedia:

La Rapsodia è una composizione musicale a un solo movimento, di carattere molto libero e variegato.

Corinna

Nella lunghissima ricerca ed esegesi del titolo, la parola Rapsodia racchiudeva in se il senso e la struttura dello spettacolo. Un’opera che su un tema conduttore alterna un complesso di brani e pensieri dal carattere libero e molto variegato raccolti insieme in modo da formare un’opera organica.

Sergio

Da sempre provo a rendere tutto ciò che faccio musicale e con una sua musicalità, non per forza usando strumenti musicale. Con Corinna abbiamo lavorato proprio su quella direzione.

Corinna

E come ha detto Sergio, alla definizione di base noi abbiamo tradotto nel sottotitolo:

“varietà per due attori, una chitarra e un basilico”

Invece qual è stata la sfida più grande nel mettere in scena uno spettacolo che mescola comicità, musica e poesia?

Corinna

Solitamente in teatro la prima regola è; si parte da ciò che si ha, da ciò che si è.

Sergio

Lasciare andare e comprimere, liberare energie e ricompattarle dandogli un senso comprensibile a noi e a chi si troverà a viverle.

Corinna

Siamo entrambi attori, con percorsi e inclinazioni diverse, ma attori, conosciuti però per lo più come comici.

Sergio

Oltre a essere attori e autori, siamo anche due comici abituati a lavorare con il pubblico, per il pubblico.

Forse noi “troppo a servizio” e “dipendenti” da questa cosa, ma troppo spesso dimenticata da chi fa il teatro cosiddetto “serio”. E chiedo scusa per l’abuso del virgolettato…

Corinna

In questo spettacolo, fin da subito, è emersa la necessità di poter mettere in scena qualcosina di più, il nostro essere “ibridi”, portare il nostro gusto, che sia un linguaggio poetico o musicale, ma il tutto senza tradire le aspettative del pubblico.

Quindi forse, rispondendo alla tua domanda, la sfida più grande è far sì che il pubblico si fidi, prenderlo per mano e portarlo nel nostro mondo, dove non siamo solo comici, ma si spera senza presunzione, anche altro.

Com’è stato lavorare, in coppia, sia nella scrittura che alla regia?

Corinna

Bellissimo! Non semplice. Ma bellissimo!

Sergio

Confermo!

Non facile e bellissimo. Non facile e impegnativo. Non facile e meraviglioso.

Personalmente sono cresciuto molto con questa esperienza.

Sono così fiero di aver potuto vivere tutta la fase produttiva con Corinna: una persona dal grande talento e incredibile ricchezza umana e professionale!

Corinna

Ci siamo accorti di essere una buona coppia di autori, con lo stesso gusto nella scrittura comica e drammaturgica in generale, quando abbiamo lavorato alla commedia Camera con crimini, che di base abbiamo riscritto.

Quindi decidere di scrivere Rapsodia d’amore è stato quasi necessario.

Avevamo forte la necessità di realizzare qualcosa che fosse totalmente nostro, che fosse matto e comico e poetico secondo un gusto che è molto personale.

Dal lato pratico di ideazione/scrittura entrambi lavoriamo per immagini, siamo molto attenti alla scelta delle parole, e abbiamo un senso/ritmo interno molto simile, per cui mettere in piedi lo spettacolo è stato quasi naturale.

Di base c’è molta stima e ammirazione, ci siamo fatti la regia l’uno dell’altra, con proposte azzardate e accettate con enorme fiducia, fiducia riposta anche nelle persone che ci hanno aiutato nella regia, perché un occhio esterno è fondamentale.

E siamo stati molto fortunati e molto attenti nel chiedere aiuto a qualcuno che volesse bene a questa creatura quanto gliene vogliamo noi; Carolina de la Calle Casanova e Paola Tintinelli sono nomi noti nel mondo teatrale milanese, che per me sono famiglia artistica, e poter portare Sergio nella mia famiglia di palco, e vederli innamorare l’uno del lavoro dell’altro è stato davvero un regalo. Altro atto di fiducia di Sergio nei miei confronti del quale sono davvero grata.

Siamo d’altro canto, per quanto affini e simili, due esseri umani distinti, con visioni estremamente dettagliate di quello che vorremmo sul palco e che spesso non combacia con la visione che ha l’altro, ma anche qui altro atto di fiducia sapere che alcune cose non saranno mai come ognuno le vorrebbe, e va benissimo così.

Sergio è il compagno di giochi che aspettavo da una vita, stare sul palco con lui è la cosa più vicina al concetto di godimento.

Siete due attori che interpretano, ma sapete benissimo improvvisare.

Domanda; durante la fase di scrittura ci sono state improvvisazioni che poi sono entrate nella versione definitiva dello spettacolo?

Corinna

Tutto!

Per quanto questo spettacolo nasca con un approccio molto “accademico” di scrittura, in questi due anni di lavoro, della parte scritta a tavolino è rimasto poco.

Sergio

Di fatti, lo spettacolo stesso è il frutto della nostra capacità di improvvisare, di riconoscere tra le varie improvvisazioni le più buone e funzionali, e consacrarle a testo definitivo!

Il problema è rimanere fedeli a ciò che abbiamo deciso e non aggiungere altro…

Corinna

Il 90% delle scene sono nate da improvvisazioni spesso nemmeno in sala prova.

A volte si scherza in viaggi di lavoro in macchina (perché gli attori sanno fare solo gli attori) e così nasce il nostro omaggio a Sandra e Raimondo, a volte si tengono a copione improvvisazioni nate durante le repliche.

Renzo e Lucia nascono da un’immagine avuta mentre pulivo casa. Romeo, il nostro Romeo (se vedrete lo spettacolo capirete), nasce da una telefonata di 1h mentre Sergio rientrava da un lavoro e io casa che ridevo come una bimba, per poi dirci, ok, abbiamo trovato i nostri Romeo e Giulietta.

Tutto poi è stato ovviamente filtrato e messo a terra, ma è per tutto questo che amiamo Rapsodia d’amore. Perché ogni cosa che vedrete sul palco è qualcosa che ci ha fatto divertire o emozionare alla lacrime. Ed è una gioia e un privilegio poterlo condividere, farvi entrare nel nostro piccolo mondo.

Quant’è difficile, oggi, parlare d’amore senza cadere nei cliché?

Sergio

Tanto quanto lo era ieri, o ieri l’altro o un secolo fa o mille anni fa.

È difficile da sempre… credo l’unica cosa che possa salvare chi ci prova, è la sincerità, la verità e la leggerezza.

Corinna

Di amore, come di tutti i grandi temi, si è già detto tutto, dall’antica Grecia a oggi, forse anche da prima, e i cliché sono cliché perché sono veri.

Sergio

… i cliché, quelli cambiano secondo il tempo, il luogo e la cultura… e noi due ci siamo più volte, volutamente, tuffati di pancia in quei cliché.

Corinna

L’unico apporto che ogni artista può dare è il proprio punto di vista, la sua unicità, e in Rapsodia d’amore ci divertiamo a ribaltare alcuni cliché, altri a cavalcarli, altri scardinarli.

Il maschile e il femminile per nostra indole spesso si ribaltano anche nella vita di tutti i giorni. E portare in scena la parte “sciocca, segreta” di noi ci diverte molto.

Lo spettacolo ha già debuttato… qual è stata la reazione più sorprendente che avete ricevuto?

Corinna

Una signora ci ha detto:

“ho ricominciato a credere nell’amore”

Per me; a posto così!

Sergio

Tendenzialmente due.

La prima: la maggior parte del pubblico non percepisce le mie canzoni come “il mio momento per dire qualcosa” ma come momenti musicali.

La seconda: gli adatti ai lavori che guardano l’orologio senza guardare la reazione del pubblico…

Ma di entrambe avevo paura già prima di andare in scena con questo lavoro…

Quindi non ho risposto alla tua domanda… Sorry!

Quanto conta l’interazione con il pubblico in uno spettacolo come questo?

Sergio

Poco! Cioè: tantissimo come ogni spettacolo, ma poco per il suo testo definito e confinato nella chiusura del copione.

Corinna

Uno spettacolo teatrale è una creatura viva, che cambia evolve respira ogni sera in un modo diverso, ogni sera in ascolto e condivisione con il pubblico a sua volta sempre diverso.

Uno spettacolo comico in particolare vive delle reazioni del pubblico, perché la risata è un meccanismo di risposta immediato, ma per noi è bellissimo sentire come cambiano i respiri, e dal riso li sentiamo emozionarsi quando da comico lo spettacolo cambia marcia e diventa profondo, poetico, va in verità.

Noi giochiamo con il pubblico, molto, ma non è uno spettacolo di stand-up, non si parla al primo della fila, non si commenta se uno tossisce, non facciamo battute se qualcuno ride in modo particolare. La quarta parete è su, è molto leggera, si, ma c’è.

Per questo quando parliamo di Rapsodia d’amore parliamo di spettacolo teatrale e non di cabaret.

Chi vorreste vedere in Prima Fila al Teatro Martinitt l’8 gennaio 2026?

Corinna

Operatori e venditori e distributori e mecenati e proprietari di teatri!

Rapsodia d’amore è una perla rara, atemporale, che vorremmo vivesse una vita lunga. Quindi saremo felici di vedere amici e famiglia, e chi ci ha dato una mano nel realizzarlo, e la lista è lunga, ma Rapsodia d’amore è abbastanza folle e romantico ed esilarante per girare tutta l’Italia, e forse anche il resto del mondo.

Sergio

Tu in primis.

(grazie Sergio!)

Per farti vedere questo nuovo lavoro che segna solo un passaggio del mio lavoro, evoluzione, cambiamento.

Tu e tutti quelli che sono curiosi di vedere la mia personale crescita.

Attualmente sto facendo le prove per il Miles Gloriosus di Pluto e sono in scena con 4 produzioni che vanno dalla pura prosa al cabaret; dal teatro-canzone a Rapsodia d’Amore che è teatro comico o prosa leggera.

Non rinnego nulla di ciò che è stato, non butto via nessuna occasione di crescita, evoluzione e possibilità di imparare cose nuove, vivere cose nuove!

A quasi 60 anni, secondo l’anagrafe, 40 anni di palcoscenico, continuo voler mettermi in gioco ripetendomi “che la morte mi trovi vivo!”

Non so chi potrebbe vedere tutto ciò l’8 gennaio al Teatro Martinitt, ma quella persona mi piacerebbe che ci fosse… che sorrida del mio continuare a provare a fare cose nuove. E proprio a lei consiglierei di non stare in prima fila: da lì c’è rischio che io la veda (e questo mi mette in imbarazzo) e si perderebbe il disegno luci e le prospettive che realizziamo in scena.

Sergio prima di chiudere con una domanda che ormai ricorre spesso nelle mie interviste, ti chiedo come vedi l’evoluzione del teatro comico in Italia nei prossimi anni?

Le premesse non sono buone…

A teatro, da troppo tempo, non si va più con molta curiosità. Capita sempre più raramente di andare a vedere qualcosa di cui non si sa niente. Si cercano conferme, si accede su segnalazione, ma sempre meno spinti dal “stupitemi!”.

Logicamente non sto parlando di te, amico mio.

I teatri si danni a chi il teatro riempie. Personaggi che non hanno mai fatto teatro prima, riempiono le sale di gente che non è mai stato a teatro. I social che dettano nuove leggi e il covid ha solo accelerato quello che inevitabilmente sarebbe successo.

Il teatro che fa teatro che tenta di proteggersi nel meccanismo dei circuiti sempre più chiusi.

Si, le premesse non suono buone…

Ma sono un ottimista e penso positivo: ci sarà sempre bisogno di ridere e sognare e il teatro sarà sempre una magia unica, come unica è la magia di un libro letto in solitaria o la magia della condivisione di un film visto sul grande schermo di una sala gremita.

Sergio faccio una breve premessa, il teatro comico (o meglio gli artisti legati al mondo della comicità) non è molto amato dalla critica eppure riempie i teatri… Tu cosa vorreste leggere in una recensione sullo spettacolo Rapsodia d’amore e cosa ti darebbe più fastidio?

Gia’ poter leggere una recensione sarebbe un lusso a cui non sono più abituato… e non parlo solo dei miei lavori… trovo sempre più grandi spot pubblicitari che riportano paro paro quel che c’è scritto nelle cartelle stampa… i comici poi, l’hai detto tu, per non parlare dei comici che provano/dimostrano che sanno fare anche altro… i primi a ghettizzarci sono gli “attori veri” figuriamoci i critici (ed io che faccio critica ai critici, non aiuto di certo!).

Detto questo mi piacerebbe che si vedesse il lavoro fatto per riportare in scena quel tipo di teatro che in Italia è quasi scomparso. Non abbiamo inventato nulla di nuovo, sia ben chiaro! Ma c’è stata molta ricerca, tanti omaggi palesi e non, autocritica e tanta sincerità e semplicità.

Sul fastidio, invece, mi dispiacerebbe se qualcuno ci vedesse della presunzione o arroganza.

Di sicuro sul palco del Teatro Martinitt vedremo una bella complicità tra Corinna Grandi e Sergio Sgrilli che farà sicuramente la differenza. E se per caso ve li doveste perdere a Milano, no panic! di seguito alcune delle prossime date, date in continuo aggiornamento (per questo motivo vi consiglio di seguire le loro pagine social per essere aggiornati).

07 febbraio 2026 – Castellanza (VA)

14 febbraio 2026 – Camogli (GE)

15 febbraio 2026 – San Giovanni in Persiceto (BO)

18 febbraio 2026 – Magenta (MI)

19 febbraio 2026 – Viadana (MN)

28 febbraio 2026 – Coriano (RN)

28 marzo 2026 – Ostellano (FE)

Il teatro è il luogo dove l’amore prende vita: prenota il tuo posto al Teatro Martinitt e lasciati sorprendere da Rapsodia d’amore un’esperienza che ti resterà nel cuore.

TiTo

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