C’è un luogo in cui il nostro giornaliero castello di apparenze può crollare in un attimo. È il bagno, sottovalutato ma dalla potenza parificatrice enorme.
È proprio su questo che si concentra Pandora, lo spettacolo della Compagnia I Gordi. Tra orinatoi a muro, toilette più intime, lavandini con dispenser e phon che non asciugheranno mai per davvero le mani, l’ambientazione è fissa, di volta in volta cambiano protagonisti e storie.
L’ipocondriaco, lo sportivo, gli impiegati frustrati, il megadirettore con schiavo supplicante al seguito, la donna in carriera che si lascia andare durante il meeting e prova ricomporsi. Sono solo alcune delle maschere che popolano la scena di Pandora. Maschere fino ad un certo punto, dato che potremmo essere noi.
Passiamo molto tempo a costruire minuziosamente la nostra immagine per affermare chi siamo, chi vorremmo essere o chi speriamo di sembrare. Un lavoro estenuante che evapora in pochi secondi, proprio quando siamo in bagno.
Pandora lo spiega bene e lo fa con uno spettacolo che usa in maniera intensa il corpo e le sue possibilità. Tra l’obbligo di adeguarsi ad un luogo dove la libertà di scelta è limitata e il bisogno di adattarsi a regole non scritte, il movimento è necessario per districarsi in situazioni che diventano sfide da portare a termine per sopravvivere.
Su questo i Gordi ci giocano, creando combinazioni surreali, esagerate ma mai gratuite, semmai necessarie per comprendere quanto, in fin dei conti, nonostante i vestit, gli orpelli e le movenze, prima o poi può capitare a tutti di ritrovarsi in situazioni scomode che quindi richiedono l’assenza di giudizio. Perché la prossima volta potrebbe capitare a te.
Il bagno è un grande miscelatore sociale, a volte una sorta di contrappasso per chi si proclama in cima alla scala sociale ma poi, inevitabilmente, deve torrnare sulla terra e frequentare un luogo apparentemente umile come il bagno. Di contro, per alcuni la toilette può diventare una sorta di regno. Un impero di cui custodisce segreti e storia, pensate al guardiano che vede passare tutta la vastità del genere umano.
Il bagno è il luogo dove le differenze e le distanze si annullano creando una prossimità imbarazzante, è un posto in cui ognugno deve rinunciare ad una parte di sè ed accettare di essere uno dei tanti. È li che a volte abbassi o alzi la guardia, dove puoi lasciarti andare e far trasparire chi sei.
Che sia quello dell‘autogrill, quello pubblico, dell’azienda, della mensa/ristorante o dove i ballerini si preparano ad andare in pista, l’approdo in bagno è l’anticamera dell’uguaglianza che poi si fa democrazia allo stato puro.
Un bagno non è solo un bagno: è riprendere fiato prima di continuare o ricominciare. È un punto e accapo.
Poi c’è anche il “resto“, è pur sempre un bagno.
Luca Villari
I Gordi / Teatro Franco Parenti
Pandora
ideazione e regia Riccardo Pippa
di e con Claudia Caldarano, Cecilia Campani, Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti, Matteo Vitanza
dramaturg Giulia Tollis
maschere e costumi Ilaria Ariemme
scene Anna Maddalena Cingi
disegno luci Paolo Casati
cura del suono Luca De Marinis
vocal coach Susanna Colorni
produzione Teatro Franco Parenti

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