Teatro Out Off: “Tradimenti”

tradimenti
foto Chiara Carrera

Dal 9 al 26 aprile va in scena in prima nazionale al Teatro Out Off, Tradimenti di Harold Pinter, con la regia di Maurizio Schmidt, secondo capitolo del progetto di Farneto Teatro e BAS – Boffalora Acting Studio dedicato all’incontro tra le nuove generazioni di interpreti e il drammaturgo inglese. Lo spettacolo fa parte, infatti, della trilogia su Pinter proposta nella stagione 2025/2026 del Teatro Out Off e nata dalla nuova collaborazione tra lo storico teatro milanese e l’emergente realtà fondata da Maurizio Schmidt.

Scritto nel 1978, Tradimenti è uno dei vertici della drammaturgia pinteriana: una partitura teatrale costruita sul movimento retrogrado della memoria, in cui una storia d’amore e amicizia si ricompone a ritroso, dal suo esito già consumato fino al momento originario. Al centro, tre personaggi – Emma, Robert e Jerry, interpretati da Lucrezia Mascellino, Gaetano Franzese e Claudio Pellegrini – e un reticolo di relazioni che si rivela progressivamente sotto il segno dell’ambiguità, del non detto e della riscrittura interiore degli eventi.

La regia di Maurizio Schmidt insiste proprio su questa dimensione instabile del ricordo, trasformando la scena in uno spazio attraversato da tensioni temporali e percettive. In questo contesto si inserisce un elemento decisivo: la presenza di un pianoforte in scena, vero e proprio dispositivo drammaturgico. Le musiche, eseguite dal vivo da Chiara Schmidt, accompagnano e amplificano il movimento della memoria, costruendo una trama sonora che dialoga incessantemente con la parola e con il corpo degli attori.

Il repertorio musicale è ampio e spazia dal pianismo romantico a incursioni novecentesche – da Mozart a Ligeti, passando per Schubert, Schumann, Liszt, Chopin, Prokofiev, Mussorgsky e Schoenberg–, creando un secondo livello narrativo: un controcanto che riflette e rilancia i temi centrali del testo, dal tempo che altera i ricordi alla distanza tra l’esperienza e la sua rielaborazione.

Ne emerge una struttura scenica che si configura come una vera e propria composizione: parola, musica e gesto tessono un tracciato che richiama il melologo, restituendo la complessità di un testo che indaga la memoria non come archivio del passato ma come costruzione.

Note di regia

In un progetto dedicato all’incontro tra le ultime generazioni teatrali e il grande drammaturgo inglese, non poteva mancare Tradimenti, uno dei suoi massimi capolavori. Scritto nel 1978 sotto la forte influenza che ebbe per Harold Pinter la “Recherce du temps perdu”, è una palestra per attori in cui l’autore sperimenta la tecnica del ricordo: la narrazione al contrario verso il punto generativo degli eventi. Cerca così di ricostruire una storia di amori e tradimenti nata nel ‘68 e terminata 10 anni dopo, così come è vista attraverso il filtro poetico della memoria, facendo un bilancio di quegli anni ruggenti e del fallimento dei propri ideali giovanili. Tradimentiè così un viaggio nel ricordo del rapporto fra tre amici, dal tumulto degli istinti giovanili al non detto del tempo della maturità. Pinter, al massimo della sua ispirazione, mette in moto la macchina della memoria per parlare di noi.

Tradimenti è una commedia sull’amore, ma anche molto di più. Il tradimento è quello del tempo che inganna, consuma, delude e spesso costruisce una falsa memoria al servizio del presente. Nella sua meravigliosa enigmaticità quasi solare, Betrayal racconta delle tante contraddizioni di ogni generazione di giovani alla ricerca della propria identità. Lo spettacolo trasforma questo enigma in una danza, una sinfonia del ricordo “a corpo libero” i cui elementi sono la musica, la parola di Pinter, il corpo, la luce e lo spazio.

Al centro della scena un pianoforte a mezzacoda che si muove nello spazio come su un orologio. Le musiche sono quelle del grande pianismo romantico coetaneo di Proust (Schumann, Schubert, Chopin, List) con fughe all’indietro (verso Mozart) e soprattutto in avanti (verso Prokofiev, Satie, Mussorski, Ligeti, Schoenberg). Il gioco della memoria e del confronto con la durezza del presente è quindi raddoppiato da un viaggio nella storia della musica. È un progetto ambizioso quello di avvicinare il principe del teatro contemporaneo a una sonorità così classica.

Le parole di Pinter, attraverso il gioco dei tre interpreti “storici” del BAS – Lucrezia Mascellino (Emma), Gaetano Franzese (Robert) e Claudio Pellegrini (Jerry) – si mescolano come in un melologo con la tessitura pianistica di Chiara Schmidt, giovane talento del Mozarteum di Salisburgo alla sua prima esperienza con Farneto Teatro.

Maurizio Schmidt

di Harold Pinter
regia Maurizio Schmidt
con Gaetano Franzese, Lucrezia Mascellino, Claudio Pellegrini
pianoforte Chiara Schmidt

DOVE? Teatro Out Off

QUANDO? dal 9 al 26 aprile (martedì e giovedì ore 20:30 | mercoledì, venerdì e sabato ore 19:30 | domenica ore 16:00)

PREZZI: intero: 20€ | under26: 14€ | over65: 10€

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