Campo Teatrale: “E cadere sarà lieve”

cadere

Il 17 gennaio Il Collettivo della Solitudine debutta con “E cadere sarà lieve”, una dedica accorata all’adolescenza e ai suoi territori di disagio.

Giulia ha 17 anni, i capelli corti e un carattere forte. Giulia ha le braccia tese e i pugni chiusi; ha il diavolo in corpo, perché la testa le è piena di domande cui tutti le chiedono di rispondere: chi sei, cosa vuoi fare, cosa vuoi diventare. Giulia ha la rabbia feroce di chi non ha risposte. Giulia grida, insulta, picchia, umilia, taglia, svende, si fa il vuoto intorno e spera che in quel vuoto le domande cessino, finalmente. Giulia è su di giri, è su se stessa, è al top. Sul tetto di un palazzo, con il vuoto intorno e le sneakers sul cornicione; all’apice del tabula rasa che desiderava, di cui l’adolescenza è capace. Giulia sta per saltare, perché sa che nessuno la perderà. Giulia sta per saltare, perché sa che nessuno la prenderà. Poi arriva l’uomo ragno. Ha un costumino attillato, qualche posa imbarazzante, delle battute scadenti da fumetto settimanale. Ma prende tempo. Si prende cura. Prende Giulia, prima che cada. La fa scendere dal palazzo, almeno per oggi. Perché sotto la tuta rossa e blu di Spiderman c’è Federico, che di anni ne ha gli stessi di Giulia e di pugni ne ha presi un sacco. Federico sa che le dinamiche del vivere sociale possono diventare atroci, che le domande sull’identità possono essere dolorose al punto che, come un novello Barone Rampante, lui è scappato a vivere sul tetto di un palazzo pur di sfuggirci. I due diciassettenni restano sulla cima dell’edificio, isolati dal mondo, restano nel proprio bilico; estremi opposti di un medesimo disagio. Cercano di parlarsi, cercano di raccontarsi e interrogarsi, cercando di incontrarsi, ma sembra riescano solo a scontrarsi come due antagonisti da fumetto, in cima a un grattacielo.

Due personaggi: Giulia e Federico, maschile e femminile, eroe e antagonista. Due linguaggi accostati: uno più quotidiano e realistico, l’altro più lirico. Due realtà messe in parallelo: quella del dolore giovanile e quella colorata del fumetto. Bullo e vittima sono etichette più bidimensionali della copertina di un fumetto; etichette a cui il Collettivo preferisce sostituire un supereroe e un antagonista, un ragazzo e una ragazza, una bambina cresciuta troppo in fretta e un bambino che non vorrebbe farlo mai. Due giovani essere umani che, inevitabilmente, diventeranno adulti e che sono spaventati da questa prospettiva. La situazione in cui si trovano è surreale, grave e deridente allo stesso tempo: la crudezza dei dati di realtà presentati da Giulia, racconti di violenza, autolesionismo, svendita di sé, si scontra contro l’immaginario patinato di Spiderman. Non riusciamo mai a credere fino in fondo né alla prima realtà, troppo crudele per essere accettabile, né alla seconda, chiaramente metafisica. Come Giulia non accettiamo che sotto la maschera ci possa veramente essere l’Uomo Ragno; eppure, in qualche modo, quel diciassettenne la sta salvando. E si sta salvando. Perché, tolta quella maschera, Giulia e Federico restano una ragazzina e un ragazzino sull’orlo di un precipizio: due per i quali la vita ha un peso tanto grave, che cadere pare lieve.

E CADERE SARÀ LIEVE
Di Davide del Grosso
Con Andrea Migliorini e Rossella Guidotti
Regia di Francesco Errico

DOVE? Campo Teatrale

QUANDO? dal 17 al 22 gennaio

PREZZI: intero: 24 euro – ridotto on-line: € 16
17 gennaio ore 20:30: biglietto unico € 12

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