Recensione: “Entusiasmozero”

entusiasmozero

Ci sono molti modi di interpretare un monologo, dal classico one man show a versioni più originali ed elaborate: questo è il punto chiave di ”Entusiasmozero”, un monologo dialogato, personaggi diversi, tutti interpretati da Lorenzo Bartoli, che interagiscono e ci presentano la vita di una realtà a parte.

Questo spettacolo parla di mafia, proponendo punti di vista diversi di una realtà spesso stereotipata: il Santo è il personaggio più presente nei dialoghi, uomo di mafia di lunga carriera, impegnato nell’organizzazione di uno spettacolo per la festa del paese, e alla ricerca di fondi; accanto a lui c’è Peppe, silenzioso, e vero protagonista della storia, inserito in un mondo che sa però non essere il suo.

Il silenzio (e lo scarso entusiasmo) di Peppe sono occasionalmente interrotti dai suoi pensieri, e dal suo desiderio di trovare una via di fuga: ad accompagnare i dialoghi è un’interessante colonna sonora, che diventa parte dello spettacolo, a far da contraltare ai silenzi di Peppe.

La forza di questo spettacolo sta nella sua semplicità, che mette in evidenza il talento del protagonista, perfettamente a suo agio in tutti i ruoli interpretati, tutti ben distinti gli uni dagli altri: la lotta alla mafia si scontra con una realtà difficile da cambaiare, nella quale l’unica salvezza possibile per chi si oppone al meccanismo è la fuga.

È una verità amara quella che traspare dalla scena, affiancata però da una flebile luce, che traspare nella voce della ragazza che abita i pensieri di Peppe, lasciando aperto uno spiraglio verso un mondo diverso.

”Entusiasmozero”, interessante riflessione su un problema importante, in scena al Teatro della Cooperativa fino al 4 febbraio.

Manuele Oliveri

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